Copia la colonna dei codici e incollala qui, oppure salva il foglio in CSV e caricalo: ogni riga diventa un codice a barre nel formato che scegli, da Code 128 a EAN-13 al QR. Poi rientri in Excel — in colonna A il codice, di fianco la sua immagine — oppure esci in PNG, ZIP, PDF Avery, stampa. Gratis, senza registrazione.
Lettere, cifre e simboli, di qualsiasi lunghezza: la scelta migliore per le etichette interne dei cespiti.
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Aggiungi i valori a sinistra per vedere qui i tuoi codici.
Generato nel tuo browser: non carichiamo niente da nessuna parte.
Stesso flusso di lavoro, codice diverso. Nessuno di questi chiede la registrazione.
Un indirizzo, una frase o una colonna intera di sigle diventano QR code pronti da stampare. Anteprima mentre scrivi, poi PNG, ZIP o foglio Avery in PDF.
Apri il generatoreLeggi un QR code o un codice a barre con la fotocamera, oppure da una foto o una schermata. Il formato lo riconosce da solo: QR, EAN, Code 128, Data Matrix.
Apri lo scannerIncolla un elenco, carica un CSV o numera una serie: da una riga sola a cinquecento codici a barre. PNG, ZIP, foglio Avery in PDF o file Excel.
Apri il generatoreScrivi le prime 12 cifre e la cifra di controllo esce da sola; incollane 13 e il conto viene rifatto prima del disegno. Un codice singolo o una partita.
Apri il generatoreDue strade per far entrare i dati, e il selettore di file accetta solo CSV, non la cartella di lavoro. La prima: selezioni la colonna, copi, incolli in «Incolla un elenco» — Excel manda una colonna negli appunti come testo, un valore per riga. La seconda: File → Salva con nome → CSV, poi «Carica CSV». Da una numerazione automatica si parte meglio dal generatore di codici a barre.
Fra le due c'è una differenza non scritta da nessuna parte. La finestra «Abbina le colonne del CSV» — separatore, colonna del valore, colonna dell'etichetta — compare solo quando carichi un file. Nel testo incollato valgono la prima colonna come valore e la seconda come etichetta, senza chiedere. Se il codice ti sta in colonna D, o esporti oppure sposti la colonna prima di copiare. E un foglio lungo si lavora a blocchi: oltre una certa quantità di righe compare un avviso che dice quante ne sono passate.
L'uscita che interessa a chi arriva da qui è il pulsante «Excel (.xlsx)». Il foglio che scarichi tiene i codici in colonna A, con il disegno di ciascuno sulla riga di fianco e le altezze già allargate perché l'immagine ci stia. La colonna B resta senza contenuto di proposito: un'immagine non è il contenuto di una cella, vive in una parte separata e galleggia sopra la griglia, ancorata a una posizione. In una formula non la richiami. Restano poi PNG, ZIP, PDF Avery e stampa; e prima di ordinare mille adesivi, stampane una riga e leggila con lo scanner online.
Una parola sulla strada classica, il font «codice a barre» installato e la colonna riformattata: un font sostituisce i caratteri con delle barre, non calcola niente. Il carattere di controllo di Code 128 e la tredicesima cifra di un EAN-13 li deve produrre una formula prima, e chi salta il passaggio ottiene barre che sembrano giuste e non si leggono. Quando i codici finiscono su cespiti, il modulo giusto è etichette di inventario.
Cosa succede prima dell'esportazione, e cosa trovi nel file che esce.