PIANI E INTERVENTI
Intervalli a data e a ore di funzionamento, ordini di lavoro che nascono quando la soglia scatta, ricambi scaricati alla chiusura e la storia completa di ogni macchina.
Il guasto capita quando quella macchina serve di più: reparto fermo, consegna in ballo, tecnico fuori orario. Quasi sempre era prevedibile, bastava guardare l'intervallo.
Non se lo ricorda nessuno. Il quaderno è finito in un cassetto, la cartella condivisa ha tre versioni, e chi sapeva rispondere è andato via.
Il responsabile sa cosa scade e quando. Basta un'assenza lunga e le scadenze smettono di uscire; il giorno della pensione se ne vanno con lui.
Straordinari, ricambio pagato per averlo domani, reparto fermo intanto. Il conto vero supera sempre quello che fattura l'officina.
Apri il cespite e la cronologia è tutta lì, dalla prima riga: ogni ispezione, ogni riparazione, chi ci ha messo le mani, quali pezzi sono usciti, quanto è stato speso. Il tagliando in arrivo lo vedi. E l'avaria che torna più spesso del dovuto salta all'occhio, anche se ogni riparazione da sola sembrava ragionevole.
Cronologia degli interventi, cespite per cespite
Manodopera, pezzi e spesa verso le officine esterne
Spesa totale dall'entrata in servizio, in cima alla scheda
Avarie che si ripetono segnalate in automatico

La procedura si scrive una volta e la ereditano tutte le macchine di quel tipo: passi di ispezione, verifiche obbligatorie, misure da riportare, gli scatti da allegare. Sul telefono il tecnico se la trova davanti e spunta man mano, con immagini e letture attaccate al passo giusto. Di ogni chiusura resta chi ha fatto cosa.
Procedura scritta una volta, ereditata da tutta la famiglia
Foto, misure e firma obbligatorie dove il passo le chiede
Registrazione senza rete, allineamento al ritorno del segnale
Passo non eseguito: la causale è obbligatoria

Ogni intervento registra il tempo impiegato, i pezzi consumati — che escono dal magazzino ricambi e fanno calare la giacenza — e la parcella dell'officina quando il lavoro va fuori. Così la spesa di quella macchina si somma da sé, e sulla domanda se sostituirla ci sono finalmente dei numeri.
Le ore di ciascun tecnico, attività per attività
Il pezzo esce dal magazzino: il conteggio si aggiusta da solo
Fattura del fornitore esterno agganciata al suo intervento
Quanto costa un'ora di funzionamento e quanto costa un ciclo

Preventive programmate e lavori aperti stanno nella stessa vista. Sposti una data trascinandola, restringi a un reparto o a una famiglia di macchine, e al resto pensa il colore: rosso lo scaduto, arancione quello in scadenza.
Mese, settimana, giorno
Si restringe per reparto, sede, priorità o categoria di bene
Ritardo in rosso, scadenza vicina in arancione

Un escavatore fermo ferma la squadra che ci lavorava intorno.
La centrale termica deve funzionare a settembre, non a novembre.
La stampante si inceppa la settimana della presentazione.
Una linea ferma non si misura in ore ma in pezzi non prodotti.
Il piano dei muletti sta in un foglio indietro di due settimane.
Numeri pubblicati di settore su chi passa dalla riparazione a guasto a una preventiva strutturata. Non sono risultati misurati su UNIO24.
PM Magazine: riparare dopo il fermo costa da 3 a 9 volte il preventivo equivalente. Il grosso del divario rientra nel primo anno.
Riferimento di settore per chi abbandona la logica del guasto e struttura la preventiva: 20–40% in meno (Aberdeen, PM Magazine).
Un servizio regolare, contro la trascuratezza, allunga di norma del 15–25% la vita degli impianti principali.
Dati di settore: con un CMMS strutturato il tecnico sta sul lavoro vero il 30–50% del tempo, contro il 25–35% di chi rincorre i guasti. Stesse ore, più lavoro chiuso.
Cosa trovi acceso accanto: tutto compreso, nessun conteggio a testa.
Roba che salta fuori quando il piano è già acceso.
La manutenzione tiene il piano: intervalli, procedure, cadenze. L'ordine di lavoro è l'esecuzione, il compito che un tecnico si trova in coda. Quando la cadenza matura, il piano fa nascere l'ordine da solo. Nessuno dei due si paga a parte.
Nascono da soli. Allo scattare della regola arriva una bozza già compilata — bene, procedura, ricambi previsti, tecnico assegnato. La approva un responsabile, o la regola stessa se l'hai configurata così, e il tecnico se la ritrova sul telefono.
Un guasto segnalato diventa subito un intervento correttivo, e l'ordine arriva già con storico e ricambi del bene. Chiuso l'ultimo lavoro collegato, il ticket di partenza si archivia da sé.
In tre modi. A data: ogni 30 giorni, o ogni trimestre. A utilizzo: alle 250 ore di macchina, oppure ai 30.000 km. Su lettura: quando un valore preso durante un giro esce dal range — mandata, pressione differenziale, vibrazione. La regola si imposta sul singolo impianto, e a guardare il contatore ci pensa UNIO24.
Su qualunque cosa vada a manutenzione periodica: centrali termiche, gruppi frigo, mezzi da cantiere, muletti, stampanti, ascensori, furgoni. Se il costruttore indica un intervallo, UNIO24 lo tiene. Sui veicoli il contachilometri fa il mestiere del contaore, quindi tagliandi e revisioni corrono a scadenza per targa.