Manutenzione impianti: fermi, ricambi e storico di ogni macchina

Presse, torni, isole robotizzate, nastri e compressori su un registro solo, reparto per reparto. La preventiva scatta sul contaore o sul contacolpi, e il fermo si scrive con causa e durata mentre la linea è ferma, non il venerdì a memoria.

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Manutenzione impianti: macchine utensili, presse, robot e ricambi seguiti in stabilimento

Ore, colpi e date: un piano solo per tutto il reparto.

In stabilimento le scadenze non hanno un orologio comune. Il compressore conta le ore, la pressa conta i colpi, l'aspirazione va a calendario perché non conta niente. Su tre fogli diversi regge finché regge chi li aggiorna, e quella persona ad agosto va in ferie.

UNIO24 fa il mestiere di un CMMS e parte il giorno in cui apri l'account. La regola d'intervallo sta sul singolo macchinario con il suo contatore: sei presse identiche hanno sei soglie separate, la procedura resta una sola per tipo di impianto. Passata la soglia nasce una bozza di ordine già compilata — macchina, procedura, ricambi previsti, manutentore assegnato — e la preventiva scaduta sale al responsabile della manutenzione e al capoturno.

Sulla predittiva conviene essere netti, perché in fiera arriva prima di tutto il resto. Nel piano di manutenzione le letture — vibrazione, temperatura di mandata, assorbimento — le registra una persona durante il giro, e la soglia superata apre l'intervento. Nessun PLC collegato, nessun sensore in campo.

  • Intervalli a ore, a cicli, a data o su soglia di una lettura

  • Preventiva scaduta che sale al responsabile della manutenzione e al capoturno

  • Bozza di ordine con procedura, ricambi previsti e manutentore assegnato

Manutentore con occhiali di protezione e cuffie che legge con un tablet il codice QR di un centro di lavoro durante la preventiva programmata, braccio robotizzato sullo sfondo

Lo scaffale dei ricambi pieno delle cose sbagliate.

Un magazzino ricambi cresce per paura. Ogni fermo lungo lascia un ordine d'acquisto fatto di corsa, e dopo qualche anno lo scaffale è pieno di cuscinetti per una macchina venduta, mentre la guarnizione di stanotte non c'è.

Il rimedio non è comprare meno: è sapere quale codice appartiene a quale macchinario e quante volte è uscito davvero. UNIO24 lega ogni articolo alle macchine su cui monta, con la quantità per macchina, e il consumo si scrive sull'ordine di lavoro mentre il pezzo esce dallo scaffale; la chiusura porta giù la giacenza. Da lì il livello di riordino nel magazzino dei ricambi smette di essere una scorta decisa a occhio: lo costruiscono i prelievi e il tempo di consegna.

Una cosa non la fa: ordinare al posto tuo. Sotto soglia la bozza d'acquisto è già compilata sul fornitore che usi di più, ma l'invio tocca a una persona.

  • Ogni codice legato ai macchinari su cui monta, con la quantità

  • Consumo scritto sull'ordine di lavoro e giacenza scaricata alla chiusura

  • Minimo e riordino tarati sui prelievi e sul tempo di consegna

Addetto al magazzino tecnico che legge con il telefono il codice QR di un ricambio, con i cartellini della soglia minima sugli scaffali

Ogni strumento di misura ha il suo ciclo, e una data sopra.

Il micrometro va a taratura una volta l'anno, il proiettore di profili ogni sei mesi, il calibro passa–non passa dopo un certo numero di cicli. Cicli diversi su oggetti che stanno nella stessa cassettiera: finché vivono su un foglio, la scadenza si scopre aprendo il certificato.

Ogni strumento porta intervallo, campo di tolleranza, data dell'ultima e della prossima taratura, laboratorio e certificato. Quando uno rientra fuori tolleranza parte la domanda che in sala qualità si preferisce non sentire — quali pezzi ha misurato da quando era buono — e l'elenco esce da qui, non da una ricostruzione a memoria.

La taratura però la fa il laboratorio accreditato: qui vivono scadenza, certificato e catena, la responsabilità resta di chi firma il rapporto.

  • Intervallo, campo di tolleranza, laboratorio e certificato su ogni strumento

  • Analisi di impatto sul fuori tolleranza: i pezzi misurati dall'ultima taratura buona

Tecnico di metrologia che scansiona con un tablet l'etichetta di taratura di un micrometro in laboratorio, blocchetti pianparalleli sul piano di granito e proiettore di profili sul banco

Il giorno della verifica si cerca una data, non una spiegazione.

Il registro che regge un controllo non si compila a parte. Nasce dal lavoro fatto. Ogni ordine di lavoro chiuso lascia data, esecutore, ore, ricambi usciti e, se la linea era ferma, causa e durata del fermo. Le causali le scegli da un elenco tuo, e la classifica di cosa ha fermato la linea 3 smette di uscire da due rapportini incrociati a mano.

Sulla scheda della macchina finiscono anche disegni, manuali, schede di sicurezza e il registro delle modifiche campo per campo. Sono le cose che una verifica ISO 9001 o IATF 16949 va a cercare, e in azienda stanno in cinque posti diversi. Da qui escono in Excel, CSV o PDF, e il log dice chi ha toccato cosa e quando: è lì che l'auditor capisce se il dato è stato riscritto dopo.

Non certifichiamo niente e non ci sono moduli precompilati: si certifica l'azienda, non il software. Fuori dal reparto cambia tutto: tutti i settori.

  • Fermo con causale, durata e ordine di lavoro collegato

  • Disegni, manuali, schede di sicurezza e modifiche su ogni macchina

  • Esportazione datata in Excel, CSV o PDF, con tracciabilità completa

Responsabile qualità che mostra su un tablet lo storico di una macchina all'auditor in una sala riunioni, con i raccoglitori dei certificati di taratura sul tavolo e il reparto visibile oltre la vetrata

La stessa scheda, letta da cinque scrivanie diverse

  • Coda del reparto per stato, con lo scaduto in testa
  • MTBF, MTTR e disponibilità per macchina, dalle date già negli ordini
  • Ore preventivate accanto a quelle registrate su ogni intervento
Responsabile manutenzione workflow

  • Cosa è fermo adesso su ogni linea, e da quanto
  • Fermi della settimana per causale, per sapere dove intervenire
  • Segnalazione aperta dal posto scansionando la macchina
Produzione e capiturno workflow

  • Scadenze di taratura per strumento, con certificato
  • Pezzi misurati da uno strumento dall'ultima taratura valida
  • Storico immodificabile con utente, orario e campo toccato
Qualità e metrologia workflow

  • Codici sotto soglia con fornitore abituale e bozza di ordine pronta
  • Consumo per codice e per macchina, dai prelievi scritti sui lavori chiusi
Magazzino ricambi workflow

  • Disegni, distinte base e manuali allegati al macchinario, per la modifica tecnica
  • Costo di manutenzione accumulato accanto al valore di sostituzione, per decidere se tenere o cambiare
  • Utilizzo per centro di lavoro, da mettere sotto la richiesta della macchina nuova
  • Storico che si sposta con la macchina fra reparti e stabilimenti
Ufficio tecnico workflow

Gli stabilimenti in cui si incastra meglio

UNIO24 lavora dove macchinari, attrezzature di produzione, strumenti di misura e ricambi non possono più stare su quattro elenchi diversi.

Meccanica e lavorazioni conto terzi

Macchine utensili, presse, saldatura e taglio, con vita degli utensili

Processo continuo

Chimico, cartario, trattamento acque: pompe, compressori, scambiatori

Alimentare e farmaceutico

Produzione a lotti, cicli di sanificazione, qualifica degli impianti

Automotive e aerospazio

Primo e secondo livello, con la tracciabilità che IATF 16949 e AS9100 pretendono

Elettronica ed EMS

Linee SMT, forni e collaudo, con taratura delle attrezzature di prova

Materiali da costruzione

Cemento, vetro, plastica e legno: alto numero di cicli, stampi da rigenerare

Cosa trovi acceso il primo giorno.

Limiti del piano e meccanismi già configurati, non risultati promessi.

Gratis, per sempre

Con tutte le funzioni accese. Oltre la soglia si paga sui cespiti, non su chi entra.

Da cui parte un intervento

Data, ore di funzionamento, soglia su una lettura, segnalazione dal reparto. Gli stessi su ogni macchina.

Registro dei cespiti e piano di manutenzione

La stessa scheda porta matricola, ubicazione e valore da un lato, intervalli e storico dall'altro.

Fino al primo ordine di lavoro

Dall'apertura dell'account. Poi il reparto si etichetta al ritmo che decidi tu.

I casi che decidono se il piano regge in reparto

  • Sul terzo turno l'ufficio è chiuso. Chi apre l'intervento alle due di notte?

    L'operatore, dal posto. Scansiona l'etichetta con UNIO24Mobile, scrive cosa succede e allega una foto: la segnalazione nasce già collegata a quell'impianto. Il reperibile la vede subito, il turno dopo la trova in coda con l'ora sopra. E chi segnala non ha bisogno di un account.

    Stampi e attrezzature contano i colpi. Stanno qui dentro o restano alla produzione?

    Qui, trattati come le macchine. Uno stampo ha un contatore, una soglia di rigenerazione e una fine vita: al numero di colpi giusto parte l'ordine, prima che l'usura si veda sui pezzi. La custodia dice dov'è, montato o a scaffale.
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